1944

Nuovo fronte

Il 22 gennaio 1944 gli americani sbarcano ad Anzio. Il fronte si arresta a Cassino per la pronta reazione delle truppe tedesche. Il 15 febbraio l’Abbazia di Montecassino viene completamente distrutta da un devastante bombardamento alleato.

Il generale tedesco von Senger und Etterling (un oblato benedettino) fa mettere in salvo, fuori dal monastero, i tesori d’arte e parte dei libri antichi. Dieci frati, tra cui l’abate, e centinaia di profughi si rifiutano di lasciare quanto rimane del monastero che verrà ricostruito nel dopoguerra.

Deportazioni

Nei confronti degli italiani l’oppressione nazista si fa più violenta; viene istituita la pena di morte per i renitenti alla leva e gli appartenenti alle bande armate che, a seguito di sistematici rastrellamenti, vengono arrestati e incarcerati.

Alle Nuove di Torino, in particolare nel famigerato primo braccio gestito dai tedeschi, i prigionieri vivono stipati nelle celle dalle quali escono solo per essere deportati in Germania o fucilati al Martinetto. E’ doveroso qui ricordare i nostri concittadini che, pur consapevoli dei gravi rischi a cui si esponevano, nascosero o in qualche modo aiutarono singole persone o intere famiglie ricercate dai nazi-fascisti solo perché ebrei.

Tra i personaggi noti ricordiamo il cardinale Maurilio Fossati e la m.d.o. suor Giuseppina De Muro del carcere Nuove; padre Giuseppe Girotti, arrestato su delazione, deportato a Dachau e ucciso il giorno di Pasqua del 1945. Le suore del Buon Pastore dell’Istituto Villa Angelica in Val San Martino sulla collina, definito a quei tempi "di correzione" accolsero in atmosfera di sicurezza e protezione ragazzine e signore ebree perseguitate in cerca di nascondiglio (così scriverà, ringraziando di cuore, Nedelia Lolli Tedeschi su La Stampa del 14 settembre 2007).

E’ significativo il fatto che siano sette nel torinese gli insigniti dall’Istituto dello Yad Vashem di Gerusalemme di Giusti tra le Nazioni. Anche su questo argomento disponiamo di un’ampia bibliografia, pertanto rimane solo l’imbarazzo della scelta.

Il diario di Anna Frank, la ragazza tedesca ebrea, mia coetanea, morta nel marzo del 1945 nel campo di concentramento nazista di Bergen-Belsen è stato tradotto in 67 lingue diverse.

L’autore di Giustizia non vendetta, ed. Mondatori, 1989, Simon Wiesenthal ha perseguito ovunque e consegnato alla giustizia più di mille criminali nazisti che è riuscito a identificare.

Fucilazioni

È del gennaio 1944 il processo e la fucilazione a Verona dei gerarchi fascisti responsabili di aver provocato la caduta del governo nel corso del Gran Consiglio del 25 luglio 1943. Mussolini nega loro la grazia, compreso Galeazzo Ciano suo genero.

Il 31marzo sono catturati nel Duomo di Torino, dove si erano dati appuntamento, il generale Perotti e i membri del CLN piemontese. Un sommario processo ne condanna otto alla fucilazione e quattro all’ergastolo, anche in questo caso Mussolini nega la grazia e la sentenza viene eseguita all’alba del 5 aprile 1944.

Ogni anno, in quel giorno, una solenne cerimonia al sacrario del Martinetto ricorda il loro sacrificio e quello di tutti i martiri del secondo Risorgimento.

Nel carcere Le Nuove in corso Vittorio Emanuele II svolgevano il ruolo di cappellani i Missionari della Consolata finché il loro comportamento, definito dai nazisti troppo umano nei confronti dei detenuti, convinse l’arcivescovo Maurilio Fossati a sostituirli prima che fossero, anche loro, deportati in Germania.

Il 15 novembre 1944 subentrarono i frati francescani; in particolare si distinguerà padre Ruggero Cipolla il quale, nell’arco di tre anni, conforterà religiosamente sessantanove giovani nel momento dell’esecuzione mediante fucilazione. Padre Ruggero ha salvato le loro lettere nascondendole nelle ampie maniche del saio.

Alla fine del conflitto mondiale le ha pubblicate nel libro I miei condannati a morte ed. Il Punto, Torino, 1998 e a sua volta, ha riportato fedelmente i fatti dei quali è stato protagonista.

Molti vostri colleghi, in visita nell’ex carcere, guidati dai responsabili dell’associazione Nessun uomo è un’isola hanno ascoltato la sua testimonianza e quelle di ex partigiani ed ex deportati.

D Day

4 giugno 1944 gli Alleati entrano in Roma al comando del generale Clark, anche qui accolti come "liberatori" dagli abitanti, ma la notizia viene offuscata da quella riguardante lo sbarco in Normandia avvenuto il 6 giugno. Molti di voi ricorderanno il film Il giorno più lungo interpretato da famosi attori americani, o il più recente Salvate il soldato Ryan oppure il libro D. Day di Stephen E. Ambrose.

Opere che descrivono meticolosamente quanto successo in quel fatidico giorno e in quelli successivi. In una ventina di giorni 13mila navi trasportarono i tre milioni di uomini ammassati in Inghilterra. Più di 11mila aerei appoggiarono l’operazione iniziata con il lancio di paracadutisti alle spalle delle zone prescelte per lo sbarco. Prima della fine del mese il fronte tedesco venne sfondato e gli Alleati dilagarono in Francia.

In nessun tempo era avvenuto che un così gran numero di soldati, perfettamente equipaggiati di armi e mezzi, sbarcasse contemporaneamente per invadere un territorio. Le immagini di Robert Capa, l’unico giornalista-fotografo presente allo sbarco, le abbiamo viste pubblicate su Life: la rivista che fotografava la storia. La reazione tedesca fu immediata, infatti il 13 giugno iniziò il bombardamento dell’Inghilterra con razzi V1 - bombe volanti senza pilota - seguite, nel settembre, dalle più potenti V2. Delle 9mila lanciate ben 4mila vennero abbattute dalla contraerea inglese.

Attentato - resa

Il 20 luglio si viene a sapere dell’attentato al fuhrer perpetrato dai suoi più stretti collaboratori che, liberandosi del dittatore, pensavano di salvare la Germania trattando una resa onorevole con gli Alleati. La vendetta di Hitler, uscitone indenne, è stata terribile nei confronti dei responsabili, dei presunti responsabili e dei loro familiari.

Solamente a Rommel, in considerazione del suo eroico passato obbligato a suicidarsi con una capsula velenosa, gli vengono riservati funerali di Stato e assicurata l’assistenza dei superstiti. 25 agosto ’44: i tedeschi si arrendono a Parigi. Se ben ricordate solo poco più di quattro anni prima erano entrati trionfalmente in quella città.

L’8 settembre a Trieste durante il bombardamento alleato sulla città viene affondato, nel vallone di Muggia, il transatlantico Rex vanto, nell’era fascista, della marina mercantile italiana. Nel 1933 aveva conquistato il Nastro azzurro, trofeo ambitissimo assegnato al transatlantico che percorreva in minor tempo il tragitto Europa-Stati Uniti.

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